Spese di pubblicità

* La normativa di riferimento è rappresentata dall’art. 108 del TUIR (Testo unico delle imposte sui redditi), che puntualizza come la pubblicità sia l’attività preordinata alla diffusione del nome e dell’immagine dei prodotti di una determinata azienda presso il pubblico, e si differenzi dalla propaganda, intesa come l’azione di divulgazione di particolari caratteristiche e speciali qualità del bene o del servizio. Secondo la R.M. 17 settembre 1998, n. 148/E, le spese di pubblicità sono quelle sostenute per portare a conoscenza della generalità dei consumatori l’offerta del prodotto, stimolando la formazione o l’intensificazione della domanda.

Dal punto di vista fiscale entrambe le fattispecie sono considerate allo stesso modo, e possono essere dedotte interamente nell’esercizio in cui vengono sostenute o in questo e nei quattro precedenti in parti uguali.

Per quanto concerne i principi contabili, la normativa sottolinea che possono essere capitalizzati i costi sostenuti per avviare una nuova attività e i costi sostenuti per promuovere il lancio di un prodotto innovativo, mentre non sono oggetto di capitalizzazione i costi riguardanti il sostegno della commerciabilità di un prodotto già esistente (in quest’ultimo caso i costi vanno riferiti esclusivamente all’esercizio in cui sono stati sostenuti).

 

* Per le spese di rappresentanza e gli omaggi aziendali di valore unitario non superiore a 50 euro è prevista la detrazione IVA al 100%  (D.Lgs. n. 175/2014), così come avviene ai fini della deducibilità dalle imposte sui redditi (articolo 108, comma 2 del TUIR). La detraibilità IVA integrale si applica dunque ai beni e servizi acquistati da imprese e professionisti a scopo promozionale e/o di erogazione a titolo gratuito.

 

Per maggiori info e dettagli chiedete al vostro commercialista.